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"Bisogna rivendicare, in nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti"

Karl Popper



Rivendico il diritto ad essere intollerante nei confronti dell'ideologia comunista, dell'islamismo assassino e illiberale, dei nemici di Israele e di quelli che per abbattere l'avversario, in assenza di sostegno popolare, utilizzano una magistratura da operetta che ormai ha perso ogni credibilità ed onorabilità producendo 4 milioni di vittime di errori giudiziari !

Marcello Sanna



sabato 19 febbraio 2011

IL DISEGNO DELLA SINISTRA: TASSE E DITTATURA GIUDIZIARIA


IL DISEGNO DELLA SINISTRA E' DELINEATO: TASSE E DITTATURA GIUDIZIARIA
pubblicata da Marcello Sanna il giorno giovedì 3 febbraio 2011 alle ore 1.48

Niente di nuovo sotto il sole. L'armata Brancaleone della sinistra italiana che si unisce solo in funzione dell'abbattimento del suo più grande nemico : Silvio Berlusconi !

In diverse occasioni per raggiungere i suoi obbiettivi si è avvalsa dei suoi migliori alleati :
LA SCUOLA (che da nobile istituzione ha trasformato in un lercio stipendificio in cui ha sistemato i suoi figliocci che hanno contribuito a sfornare generazioni di ignoranti fannulloni), L'INFORMAZIONE ( occupando la RAI e utilizzando il pubblico denaro per farsi propaganda politica a spese altrui. Ricevendo sostanziosi finanziamenti pubblici per mantere un apparato di stampa di regime che non sarebbe tollerato da nessun'altra parte del mondo) e, dulcis in fundo, LA MAGISTRATURA ( che ha trasformato in un indecente carrozzone che in pochi decenni ha collezionato 4 milioni di errori giudiziari, che ha indotto al suicidio indagati e innocenti incarcerati, che attraverso un accordo politico-giudiziario si è garantita l'immunità e l'impunità trasformandosi in una casta di intoccabili vergognosa, disonorata ed invisa ai cittadini, che attraverso l'uso disinvolto del potere conferitogli dallo Stato ha tentato, e sta tentando, di sovvertire l'ordine costituito legittimato dal voto popolare ).

E' chiaro a tutti che da quando Silvio Berlusconi ha ricevuto dagli Italiani il mandato a governare sono stati usati tutti i mezzi possibili per abbatterlo: spiato in casa, accusato di reati sessuali, accusato di mafia, di strage, di sfruttamento della prostituzione....manca il diluvio universale ma credo ci stiano lavorando.

La magistratura corre a ruota libera intimidendo giornalisti, perquisendoli assieme alle loro redazioni, abusando dello strumento delle intercettazioni per attaccare la II carica dello Stato, violando la legislazione comunitaria e la Costituzione della Repubblica Italiana.

La sinistra è galvanizzata da questi successi e dal supporto dei suoi paladini Santoro, Travaglio, De Gregorio, Gomes e via dicendo. Tanto galvanizzata da programmare la prima azione da attuare appena si insedierà al governo: LE TASSE !

Una bella patrimoniale per applicare la redistribuzione del reddito tanto cara a Padoa Schioppa, Visco, Ferrero, Bertinotti etc. L'idea bolscevica dell'appiattimento sociale che renda gli italiani più poveri e quindi più facilmente controllabili dallo Stato non li ha abbandonati. Una tassa che colpisce i ricchi e dunque, per antonomasia, gli sfruttatori delle masse proletarie e gli indebiti accaparratori del «plusvalore», secondo il vangelo marxista. Ad aprire le danze per favorire il nuovo prelievo è stato l'ex premier, Giuliano Amato, fine e colto economista, entrato nella storia però per uno dei più grandi furti che gli italiani ricordino quando, nel 1992, in una sola notte, mise le mani nei conti correnti di milioni di italiani tosati di 6 lire ogni mille depositate. Il suo ritorno sulla scena non poteva essere migliore e la sua idea di imposizione straordinaria, nobilitata dall'abbattimento del debito pubblico (che è di tutti quando bisogna pagarlo e di pochi quando bisogna crearlo) ha fatto breccia nei cuori dei Robin Hood della sinistra. Che con sottili distinguo hanno aperto con benevolenza inusitata all'ipotesi di tassare case e patrimoni. A favore si è espresso Walter Veltroni, in parte anche l'ex viceministro Vincenzo Visco conscio però della possibilità di favorire nuove fughe di capitali, in questo momento da evitare per non offrire sponde alla speculazione internazionale. Sindacalisti della Cgil ed economisti di area l'hanno salutata come gesto di grande coraggio e di democrazia economica. In ogni caso non è mai arrivata una dichiarazione secca e netta alle tesi di Amato e, successivamente, di Pellegrino Capaldo banchiere di lungo corso nella Prima Repubblica, e promotore di una nuova Invim (tassa sulle plusvalenze immobiliari).

Mai è stata usata la stessa chiarezza di Silvio Berlusconi che ha messo subito le cose in chiaro: «Con me mai nessuna patrimoniale» ha detto. L'assist della sinistra al premier a quel punto si è rivelato in tutto il suo valore. Anche con tutti i distinguo del caso la sinistra si è ripresentata all'elettorato come il Partito delle Tasse.

E gli italiani, anche quelli più indecisi, hanno fiutato il vento che si approssimerebbe nella malaugurata ipotesi che il Cavaliere dovesse essere sostituito dall'ammucchiata antiberlusconiana. Un vento di tasse, insidioso e tagliente. Un capolavoro di comunicazione al contrario di quello del Pd che rasenta l'ingenuità politica. Il Cav li ha stanati e messi alla gogna ! L'opposizione, agli occhi dei contribuenti, è apparsa nella sua veste peggiore: quella statalista alla ricerca di risorse da spendere. Un vantaggio inequivocabile per il Cav che si è posto a ultimo baluardo contro chi vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani a tutti i costi. Al punto che Enrico Letta, che nel Pd rappresenta l'anima illuminata e governativa, è sceso in campo per spiegare che il partito è assolutamente contro la tassa straordinaria. E lo stesso Bersani nella replica all'invito di Berlusconi a un patto per la crescita pubblicato sul Corriere della Sera ha dovuto tra parentesi ribadire che: «Nella nostra proposta sul fisco approvata alla Camera non si parla di patrimoniale». Insomma un pietoso quanto inutile dietrofront imposto dall'attivismo del premier che ha costretto l'opposizione a venire allo scoperto sul tema. Così, con il sollievo di molti, per ora il progetto patrimoniale torna nel cassetto. Pronto però a essere ritirato fuori al momento opportuno. In fondo che sia il sogno di ogni vero comunista lo si desume dalla parole di un compagno di lungo corso come Bertinotti: «Ho sempre pensato che la tassa patrimoniale fosse una condizione minima di equità sociale». Chiarissimo.

Il disegno della sinistra è il solito con in più l'aggravante di aver messo a nudo l'anima vera della magistratura politicizzata. Un'anima nera fatta di soprusi, angherie e violenze ai danni degli inermi cittadini e delle regole democratiche degne della peggiore tradizione rivoluzionaria cubana.

Cosa ci aspetta dopo Berlusconi ? Il medioevo della Repubblica e la dittatura giudiziaria.

Ebbene : NON LO PERMETTEREMO !

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