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"Bisogna rivendicare, in nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti"

Karl Popper



Rivendico il diritto ad essere intollerante nei confronti dell'ideologia comunista, dell'islamismo assassino e illiberale, dei nemici di Israele e di quelli che per abbattere l'avversario, in assenza di sostegno popolare, utilizzano una magistratura da operetta che ormai ha perso ogni credibilità ed onorabilità producendo 4 milioni di vittime di errori giudiziari !

Marcello Sanna



sabato 19 febbraio 2011

GIUSTIZIA : UN SERVIZIO PESSIMO PAGATO TROPPO CARO !
pubblicata da Marcello Sanna il giorno sabato 8 gennaio 2011 alle ore 13.03
Sono decenni che le toghe piangono miseria nera e che tentano di farci digerire balle condite con grosse dosi di fuffa mediatica:
1) La giustizia funziona male perchè non ci pagate abbastanza
E si fanno scrivere la Legge Breganze e la Legge Breganzone con le quali si aumentano gli emolumenti e
quant'altro in maniera automatica e indipendente dal merito.
2) La giustizia funziona male perchè non è libera e indipendente
E infatti dopo lo scandalo Tortora, in cui riuscirono a condannare assieme ad Enzo altri 114
innocenti, i responsabili di questo scempio infame e criminale NON SOLO NON FURONO
CACCIATI A PEDATE NEL SEDERE ma vennero anche promossi ai più alti
gradi della magistratura.
3) La giustizia funziona male perchè non può sottostare ad alcun controllo salvo il nostro
E infatti all'indomani del referendum del 1987 in cui IL POPOLO ITALIANO chiese che le
toghe pagassero di persona per i loro errori si fanno scrivere ed approvare dal loro collega e
amico Giuliano Vassalli la Legge 117/88 attraverso cui sancisono la loro intoccabilità ed
irresponsabilità.
Cancellando di fatto il principio che la Giustizia sia amministrata in nome del Popolo.
4) La giustizia funziona male perchè non abbiamo abbastanza cancellieri e segretarie
Infatti l'Italia ha il più alto numero di dipendenti d'Europa a fronte di una qualità che è la
peggiore d'Europa
5) La giustizia funziona male perchè non ci sono fotocopiatrici e manca la carta igienica
Neanche a Zelig sono venute fuori battute con tale grado di drammatica comicità !
6) La giustizia funziona male perchè è ricattata dalla politica
Infatti da 16 anni i Governi di Centro-Destra o quelli sgraditi alle toghe e ai loro sodali politici si
perseguitano da soli. Come quando a Napoli il Primo Ministro della Repubblica Italiana viene
raggiunto da un avviso di garanzia pubblicato su un quotidiano. E cade il Governo eletto dal
Popolo Italiano !
Un fatto senza precedenti a livello mondiale.
7) La giustizia non funziona perchè il Governo ci taglia i fondi e non possiamo usare i computers
Infatti son dieci anni che si sono fatti comprare i PC ma continuano a produrre tonnellate di
documenti cartacei CHE PRATICAMENTE NEANCHE LORO LEGGONO !
Quanti casi abbiamo documentati di sentenze scritte senza che si siano letti gli
atti ?
Ed eccoli a minacciare disastri, blocchi e scioperi se ancora non si metterà mano al pubblico portafoglio per far funzionare peggio quello che ha sempre funzionato penosamente !
Non ci sarà alcun blocco digitale della giustizia, gli allarmi lanciati ad arte erano una bufala, ma il problema resta irrisolto: si spende troppo per avere troppo poco. Anzi nulla !
Fortemente preoccupata per il paventato black out Magistratura Democratica, corrente di sinistra cui il resto delle toghe va appresso, ha annunciato “forme di protesta clamorose”. Così la paralisi diventa sicura e siamo tutti più sereni.
Forse è più utile dare qualche informazione e suggerire una sana indignazione per il modo in cui una montagna di quattrini pubblici vengono buttati dalla finestra, in modo che caschino nelle tasche di quanti si sono assicurati un posto in cortile.
I NUMERI DELLO SCANDALO
Tra il 1999 e il 2008 sono stati spesi 1,5 miliardi di euro (1.815 miliardi di vecchie lire) per digitalizzare la giustizia italiana. Dovremmo essere in grado di processare gli scippatori di Marte, in teleconferenza, invece non sappiamo neanche se un imputato ha cambiato avvocato, nottetempo.
Prima lezione: se si mette il turbo digitale alla demenzialità burocratica si ottiene un sistema turbodemente. Una volta informatizzati e messi in rete gli uffici, tutto dovrebbe funzionare alla perfezione, senza che giri più una carta.
Ma non è così, perché il maxi investimento è stato spalmato nella babele di 1800 uffici, distribuiti in 3000 edifici, dotati di 60000 computer e assistiti da 5000 server.
Seconda lezione: se digitalizzi la disfunzione organizzativa ottieni solo caos computerizzato.
Ma non è finita: perché non solo gli uffici giudiziari sono assai più di quelli che ragionevolmente servono (sicché gli altri vanno chiusi), ma molti di loro hanno colpevolmente (in molti sensi) preteso di dotarsi di propri programmi e proprie ditte d’assistenza, moltiplicando tanto i costi quanto la confusione.
Terza lezione: il magistrato deve essere autonomo nell’esercizio della sua funzione, ma l’organizzazione dell’ufficio deve essere centralizzata, razionalizzata e sottratta al gioco delle correnti, come a quello dei fornitori.
E veniamo al caso che ora agita la giustizia: il governo ha trovato i soldi per rifinanziare il contratto di assistenza. Soffocarlo per mancanza d’ossigeno sarebbe stato un errore, perché si tratta di un contratto nazionale, quindi di un esempio virtuoso. Anche qui, però, si può far meglio. Il sistema giudiziario non ha bisogno di pagare un’assistenza 24 ore su 24, perché se ne lavorasse 12 (in realtà 4 !) saremmo già felicissimi. E qui si risparmia. Mentre i magistrati chiedono di assumere gli assistenti informatici e internalizzare i servizi, si deve andare in direzione esattamente opposta: coinvolgere i privati non solo nell’assistenza, ma nel funzionamento del servizio. La gran parte del lavoro di cancelleria, come quello di notificazione, come anche per la certificazione, potrebbe essere gestito in modo più razionale e aziendale, senza alcun pericolo per la riservatezza e la sicurezza (due comiche chimere !).
Risultato: migliore qualità e minori costi. E MENO SCANDALOSE PUBBLICAZIONI DI DOCUMENTI RISERVATI !
Siamo in una strana condizione: abbiamo speso moltissimo e abbiamo una giustizia assai meno digitalizzata di quel che dovrebbe. Al tempo stesso, viviamo una singolare opportunità: potremmo risparmiare moltissimo e, per riuscirci, potremmo digitalizzare, razionalizzare, riorganizzare e sveltire la giustizia. Per imboccare la retta via dobbiamo uscire dall’incubo contabile: non è vero che spendendo di più si ottiene di più, non è vero che per risparmiare si debba necessariamente tagliare alla cieca. La cosa comica è che a protestare, in queste ore, sono gli stessi che si buttano sui binari se pensi di spostare il treno giudiziario dal binario morto del passato a quello dell'alta velocità di cui ha bisogno una società evoluta.
Il tema vero, quindi, non sono i talleri per un contratto, ma le riforme che sbaracchino un indecente e vergognoso apparato destinata a non funzionare.
PRIMA FRA TUTTE LA RESPONSABILITA' CIVILE DEL MAGISTRATO !
Tra i magistrati e tra gli avvocati ci sono molti che sanno alla perfezione come farci uscire dal pantano. Purtroppo, fra entrambe le toghe, ce ne sono altri, solitamente i più ciarlieri e presenzialisti, che nella guazza odierna hanno trovato il loro habitat remunerativo. La politica non andrà mai da nessuna parte, se non si decide a scegliere i primi, rispondendo a bisogni collettivi, lasciando schiamazzare i secondi, affezionati alle loro miserie corporative.
La Magistratura sembra volersi dimenticare infine di un interlocutore di non secondaria importanza:
Il popolo Italiano !
Cui dovrà render conto di errori giudiziari spaventosi, lentezze ed arbitri consumati ad onta e danno del cittadino che,
francamente, ha raggiunto il limite dell'umana sopportazione.

Davide Giacalone e Marcello Sanna

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