IN ITALIA GIUSTIZIA DA GIUSTIZIARE ?
pubblicata da Marcello Sanna il giorno martedì 4 gennaio 2011 alle ore 0.48
«Reggio Calabria, per depositare le motivazioni della sentenza il giudice ha impiegato quattro anni al posto di 90 giorni. Giustizia lumaca, l'ergastolano torna libero». Questo il titolo che molti quotidiani, qualche giorno fa, riportavano in bella evidenza. Eppure c'è stato un referendum dei radicali che responsabilizzava i giudici per i propri errori, ma dopo il Parlamento ha approvato la legge Vassalli che ha scaricato detti errori sulle spalle dello Stato e cioè di noi tutti. Questo ci ha reso tutti più felici ? Su questo fatto, sull'onda della vicenda di cui sopra, molta gente ha commentato: «L'hanno fatto apposta, erano d'accordo, chissà quanto gli hanno dato». Anche in questo caso viene in mente la celebre battuta di Andreotti: «A pensar male si fa peccato, però si indovina».
La verità è che in Italia i giudici sono gli unici a potersi far giustizia da soli.
Il nostro ordinamento prevede infatti la presenza del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, che è l'organo di governo dei giudici, al quale compete in forma esclusiva anche la facoltà di erogare provvedimenti disciplinari a carico dei magistrati. Una norma che nell'intenzione dei legislatori aveva l'obiettivo (giusto) di tutelare quanto più possibile l'autonomia e l'indipendenza del potere giudiziario e metterlo al riparo dalle interferenze del potere politico. In realtà, a lungo andare, questo sistema è diventato anche un efficace strumento di auto-salvaguardia e spesso di auto-assoluzione per i giudici. Tant'è vero che in decenni di attività i provvedimenti di espulsione dalla magistratura si contano sulle dita di mezza mano, mentre le sentenze assai miti e benevole o, più spesso, le archiviazioni sono all'ordine del giorno.
Ora i casi sono due: o i magistrati italiani sono tutti (ma proprio tutti) professionisti ineccepibili e integerrimi (anche quello che ha mandato libero l'ergastolano di Reggio Calabria ?) o c'è qualcosa che non funziona.
Scegliete voi.
Io un'idea me la sono fatta.
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"Bisogna rivendicare, in nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti"
Karl Popper
Rivendico il diritto ad essere intollerante nei confronti dell'ideologia comunista, dell'islamismo assassino e illiberale, dei nemici di Israele e di quelli che per abbattere l'avversario, in assenza di sostegno popolare, utilizzano una magistratura da operetta che ormai ha perso ogni credibilità ed onorabilità producendo 4 milioni di vittime di errori giudiziari !
Marcello Sanna
Karl Popper
Rivendico il diritto ad essere intollerante nei confronti dell'ideologia comunista, dell'islamismo assassino e illiberale, dei nemici di Israele e di quelli che per abbattere l'avversario, in assenza di sostegno popolare, utilizzano una magistratura da operetta che ormai ha perso ogni credibilità ed onorabilità producendo 4 milioni di vittime di errori giudiziari !
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