IL WEB NON APPARTIENE ALLE PANTEGANE ROSSE !

"Bisogna rivendicare, in nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti"

Karl Popper



Rivendico il diritto ad essere intollerante nei confronti dell'ideologia comunista, dell'islamismo assassino e illiberale, dei nemici di Israele e di quelli che per abbattere l'avversario, in assenza di sostegno popolare, utilizzano una magistratura da operetta che ormai ha perso ogni credibilità ed onorabilità producendo 4 milioni di vittime di errori giudiziari !

Marcello Sanna



sabato 19 febbraio 2011

ECCO COME BERLUSCONI FERMERA' I PM sulle intercettazioni a strascicopubblicata da Marcello Sanna il giorno martedì 25 gennaio 2011 alle ore 1.37




Ho personalmente verificato la notizia riguardante un progetto di legge in cinque articoli e una norma transitoria che, se approvata, metterà finalmente la parola FINE alle intercettazioni a strascico che gettano nel fango chiunque cada in questa mala pratica ! Mala pratica che, a causa dell'inveterata abitudine alla facile uscita dalle procure verso redazioni compiacenti, creano danno che non viene neanche risarcito ! MAI !




Silvio Berlusconi lo aveva detto mercoledi’ scorso nel video-messaggio ai Promotori delle Liberta’ a seguito del letamaio mediatico montato sul Ruby-gate con particolare riferimento al trattamento riservato dai magistrati di Milano (Boccassini, Forno e Sangermano) alla sua persona ed alle ragazze invitate alle sue feste di Arcore e finite nel ‘tritacarne’ mediatico per la pubblicazione delle intercettazioni. Intercettazioni uscite illegalmente ed artatamente dalle procure e finite a giornali e giornalisti compiacenti com'e ormai divenuto scostumato costume.


LA PROPOSTA DI LEGGE è stata depositata alla Camera il 28 ottobre scorso, esattamente due giorni dopo l’esplosione ad orologeria del caso, vecchio di diversi mesi, per cui il premier telefonò alla Questura di Milano per chiedere se si potesse affidare l’allora minorenne marocchina (spacciatasi per nipote del Presidente Moubarak) al consigliere regionale della Lombardia, Nicole Minetti. Richiesta più che legittima sia dal punto di vista umano che politico: chi poteva in quel preciso momento sapere che la marocchina NON FOSSE effettivamente chi affermava di essere ?

E se effettivamente fosse stata parente del Presidente di uno Stato Estero amico dell'Italia ?

Il Premier Italiano avrebbe dovuto lasciarla in una cella ? Nessuno, e dico NESSUNO, ha considerato questo aspetto !

Salvo strumentalizzare ed utilizzare a scopo di lotta politica un atto che è oggettivamente encomiabile !


Che sia ormai acclarato che il Presidente Berlusconi non abbia fornicato con una minorenne e che l'On. Minetti non svolga la professione di tenutaria di bordello è un fatto OGGI ampiamente trascurato !


Ma torniamo al nostro argomento.

Si tratta di un progetto di legge a prima firma del deputato Pdl, Luigi Vitali, e sottoscritta da altri 29 parlamentari suoi colleghi, tra cui Cirielli, Cassinelli, Lehner, che reca il titolo: “Introduzione dell’articolo 315-bis del codice di procedura penale, concernente la riparazione per ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche o di conversazioni”.

La proposta e’ stata consegnata direttamente nelle mani di Berlusconi -che ora la sta valutando- il giorno della riunione con i deputati-avvocati del Pdl.

" L’ho consegnata io al presidente- spiega l'On.Vitali- e mi ha detto che la esaminera’ con attenzione. La prossima settimana la presentero’ in conferenza stampa e chiedero’ di esaminarla subito in Commissione Giustizia”.

Se tale progetto di Legge venisse approvato dal Parlamento, come mi auguro, metterebbe un serio freno all’uso (o meglio all'abuso) delle intercettazioni da parte dei magistrati, che potrebbero incorrere in pesanti sanzioni.

E sarebbe finalmente ora perchè gli elettori,anzi, tutti gli Italiani sono stomacati e sgomenti di fronte a queste inaccettabili e violente intromissioni nella propria sfera privata !

I punti principali della proposta sono i seguenti:

I pm e i gip non competenti territorialmente e funzionalmente non potranno piu’ autorizzare intercettazioni, pena provvedimenti disciplinari stabiliti dal ministro della Giustizia. (finalmente non dal CSM !)

In caso di assoluzione in un processo, l’imputato, ma anche tutti i testimoni finiti nelle intercettazioni ‘spiattellate’ sui giornali, avranno diritto a un risarcimento di 100 mila euro, che sara’ sborsato di tasca propria dai pm dopo sentenza “di responsabilita’ contabile” della Corte dei conti.

Viene introdotta inoltre la norma transitoria che rende la legge retroattiva: avranno diritto al risarcimento anche coloro che sono stati coinvolti in indagini risalenti a 5 anni prima della sua entrata in vigore.
La proposta di legge del Pdl, che mette finalmente i ‘paletti’ all’uso disinvolto delle intercettazioni prevedendo un risarcimento per quelle disinvolte e arbitrarie e sanzioni per magistrati che le hanno disposte, e’ stata assegnata alla commissione Giustizia della Camera il 13 dicembre scorso e attende di essere calendarizzata.
Il Pdl dovrebbe chiedere, in un prossimo ufficio di presidenza che venga messo all’ordine del giorno. E mi auguro che ciò avvenga con la maggiore celerità possibile !
La proposta di cui all'art. 1 introduce l’articolo 315-bis al Codice di procedura penale prevedendo “la riparazione per ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche o di conversazioni”.

Potra’ chiederla chi e’ stato assolto con sentenza irrevocabile “perche’ il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto o perche’ il fatto non costituisce reato da un’imputazione formulata nell’ambito di un procedimento penale nel quale e’ stato destinatario di intercettazioni di comunicazioni telefoniche o di conversazioni”.

In buona sostanza chiunque venga prosciolto da ogni accusa “avra’ diritto a un’equa riparazione per l’intercettazione ingiustamente subita”. E dico, con grandissima soddisfazione, che era finalmente ora che si compisse un passo concreto per porre un limite a comportamenti giudiziari che hanno francamente tracimato nell'arbitrio facendo precipitare la fiducia, già notoriamente a livelli infimi, dei cittadini nella giustizia. Stante anche il regime di impunità ed irresponsabilità di cui godono i magistrati grazie all'abominio della Legge 117/88 che, si spera, venga adeguatamente riformata a favore dei cittadini introducendo la responsabilità personale del magistrato in caso di errore.

Il risarcimento spettera’ anche a coloro che, estranei alle indagini o la cui posizione verra’ archiviata, avranno visto le loro conversazioni pubblicate sui giornali. Nel testo infatti si legge: “coloro nei cui confronti sia stato pronunziato decreto o ordinanza di archiviazione, ovvero sentenza di non luogo a procedere, nonche’ in favore dei terzi, estranei alle indagini, che siano stati intercettati occasionalmente”.

In quest’ultimo caso, il diritto alla riparazione compete soltanto “qualora le intercettazioni siano state divulgate, in quanto il pubblico ministero non abbia disposto il loro immediato oscuramento all’atto della ricezione delle relative trascrizioni”.

In ogni caso “anche a prescindere dall’oscuramento, l’avvenuta pubblicazione sulla stampa delle intercettazioni di comunicazioni telefoniche o di conversazioni deve essere valutata ai fini della quantificazione” del risarcimento.

La richiesta di riparazione del danno deve essere avanzata entro due anni e l’entita’ non potra’ “comunque eccedere la somma di euro 100 mila”. Personalmente non avrei posto tetto in quanto il danno prodotto può interessare relazioni d'affari, relazioni aziendali, relazioni affettive che possono facilmente superare tale quantificazione.

Per quanto attiene i rapporti fra imputato e difensore abbiamo che “l’ingiusta intercettazione di conversazioni tra il difensore e il proprio assistito deve essere ulteriormente valutata ai fini dell’entita’” del risarcimento. Un'ulteriore garanzia contro l'abuso dello strumento delle intercettazioni e del loro utilizzo a scoposcandalistico-mediatico è dato nel prosieguo della lettura:“Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente Legge potranno presentare istanza di riparazione per ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche e di conversazioni coloro che, assolti, archiviati o estranei alle indagini siano stati trascinati nelle cronache. Per tali soggetti il termine entro cui presentare la domanda diventa di 5 anni.

L’articolo 3 del disegno di legge introduce una nuova tipologia di illecito disciplinare a modifica del D. L. 23 /02/ 2006 che disciplina gli illeciti disciplinari dei magistrati stabilendo che incorreranno nelle sanzioni per aver “richiesto, autorizzato ed eventualmente prorogato” intercettazioni “il pubblico ministero e il giudice per le indagini preliminari che non hanno competenza territoriale o funzionale nell’ambito di un procedimento penale”.

Ed anche qui non si può non plaudire, Deo Gratias !, alla regolazione di un ambito in cui la fantasia ha fatto volare altissimo certe beccacce che finalmente potranno far danno solo in prossimità del loro comodo nido !

Un'alta importantissima novità la troviamo leggendo l'Articolo 4 per cui i provvedimenti disciplinari saranno valutati dal ministro della Giustizia e dal Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione, anche su sollecitazione di coloro che sono stati ‘spiati’ ingiustamente.

Se i magistrati risulteranno sanzionabili, la Corte dei Conti promuovera’ il giudizio di responsabilita’ contabile nei confronti del pubblico ministero e del giudice per le indagini preliminari che hanno rispettivamente richiesto, autorizzato ed eventualmente prorogato l’ingiusta intercettazione. In pratica, se lo Stato dovra’ risarcire, saranno i magistrati a pagare di tasca propria. Vediamo finalmente applicato il principio costituzionale valido per tutti i cittadini Italiani meno che per i magistrati !

E questo disegno di legge mi auguro che sia solo il primo passo verso la revisione negli stessi termini dell'abominio legislativo della Legge 117/88 !

Nessun commento:

Posta un commento